Storia & Epoche

Mid-Century Modern: l'era che plasma ancora oggi i nostri soggiorni

Pochi stili d’arredo sono durati così a lungo. Ciò che nacque tra la fine degli anni Quaranta e l’inizio dei Settanta riempie oggi riviste di design, bancarelle dei mercatini e molti soggiorni. Il Mid-Century Modern è più di una moda retrò. È un atteggiamento che viene da un’epoca ben precisa e i cui principi convincono ancora. Nel mio negozio lo incontro soprattutto nella ceramica, nella porcellana e nell’ottone.

Uno stile nato dalle macerie

Dopo la Seconda guerra mondiale in Europa bisognava arredare di nuovo milioni di abitazioni. Allo stesso tempo c’erano nuovi materiali e tecniche: il compensato si poteva pressare in forma, le materie plastiche diventavano accessibili, il tubolare d’acciaio era leggero e stabile. Ne nacque un modo di progettare che lasciava indietro l’ornamento e si chiedeva: di che cosa ha davvero bisogno l’essere umano?

I primi periodi: dallo sfarzo all'eleganza

Nel mio negozio non ci sono mobili barocchi o rococò. Eppure le forme di queste epoche ricompaiono di continuo: come putto su un candeliere intagliato, come decoro di porcellana del Settecento, come vaso in stile antico. Chi conosce i primi periodi li riconosce anche in pezzi molto più recenti. Ecco una breve panoramica, con esempi dal mio assortimento.

Barocco (ca. 1600–1750): sfarzo e movimento

Il Barocco ama il grandioso: forme mosse, forti contrasti, oro, ricchi intagli. Tipici sono i putti, piccoli angeli bambini nudi seduti su altari, cornici e mobili. In Baviera il Barocco caratterizza ancora oggi innumerevoli chiese e monasteri.

Il XIX secolo: comfort borghese e riferimenti storici

Nell’Ottocento la casa diventa il centro della vita borghese. Ci si arreda, si legge, si colleziona e si mostra ciò che si possiede. Molti libri e stampe del mio negozio vengono da quest’epoca: innari, canzonieri, litografie e illustrazioni. Con loro si distinguono bene tre stili.

Biedermeier (1815–1848): semplice e accogliente

Dopo le guerre napoleoniche la borghesia si ritira nella sfera privata. I mobili diventano più semplici, chiari e ben proporzionati, spesso in ciliegio o in pero. Più dello sfarzo contano il comfort e il mestiere.

L'inizio del XX secolo: natura e modernità

Intorno al 1900 il pubblico è stanco dello storicismo e della sua mescolanza di stili. Artisti e artigiani cercano un linguaggio formale nuovo e proprio. In pochi decenni nascono tre stili che ancora oggi segnano la nostra idea di modernità: il Liberty, l’Art déco e il Bauhaus. Qui vi mostro come riconoscerli, con pezzi del mio negozio.

Liberty (ca. 1890–1910): piante e linee fluide

Il Liberty porta la natura nel design: viticci, fiori, acqua, linee ondulate. In tedesco si chiama Jugendstil, e questo nome lo deve a Monaco. Lì dal 1896 usciva la rivista «Jugend», che diede il nome all’intero movimento.

Modernismo: funzionalità e umanità

Dopo il 1945 la modernità diventa quotidiana. Ciò che il Bauhaus e il Werkbund avevano immaginato arriva ora in serie nelle case, negli uffici e nelle camerette: forme chiare, nuovi materiali, oggetti che funzionano e hanno un aspetto amichevole. Lo si vede meglio non nei classici del design, ma in oggetti del tutto normali. Tre ambiti, tre esempi dal mio negozio.

Mid-Century Modern (ca. 1945–1970): funzione con ottimismo

Lo stile dei decenni del dopoguerra unisce linee chiare a forme morbide e organiche. Il legno resta a vista, il metallo si assottiglia, arriva la plastica. E tutto deve reggere all’uso quotidiano.